Oratorio Estivo 2010 Unità di Pastorale Giovanile
San Filippo Neri
Anno oratoriano 2010-2011
Il fine e i due principi del Campo Estivo
Inserito il 2010-05-14 20:39:14 - Autore: Doppiadì - Letto 280 volte.


IL FINE E DUE PRINCIPI DEL CAMPO ESTIVO

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         Qual è il fine dell’esperienza educativa in montagna? Incontrare Gesù e vivere una forte esperienza di Chiesa. Se questo è vero allora bisognerà fare in modo che la modalità stessa del Campo Estivo sia pensata in rapporto allo scopo per cui si vive. Ciò ha molteplici conseguenze: dai tempi della vita alla quantità di preghiera; dal taglio educativo allo stile della proposta; dalle cose che vengono organizzate al tempo libero concesso; dal tipo di ragazzi presenti all’esigenza delle domande; ecc.

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         Ma cos’è importante al Campo Estivo nel momento stesso in cui vive l’esperienza? Due principi: “Antenne aperte”; “Catechesi occasionata”. Avere “antenne aperte” significa vigilare per cogliere le occasioni educative che si presentano; “catechesi occasionata”, invece, significa creare queste occasioni ed utilizzarle come strumenti catechetici, quasi come il “libro di testo” del Campo Estivo. Applichiamo ora questi due principi a quattro ambiti tipici della vita in montagna.

1.      Camminare. Non è sufficiente “fare una passeggiata” per educare. Bisogna avere antenne aperte (per cogliere il senso della fatica, la bellezza della natura, il valore della conquista di una meta, il parallelismo esistente tra il camminare e la vita, ecc.) e vivere una catechesi occasionata (per esempio: avendo parlato del santo Battesimo si cercherà un itinerario con la possibilità di fermarsi su un torrente per una preghiera che ricordi il Battesimo; ecc.). In altri termini è necessario “far parlare le occasioni” altrimenti non toccano che superficialmente i ragazzi e non aiutano a crescere.

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2.     Servire. Non basta invitare i ragazzi a farsi il letto, occorre far loro cogliere il senso del servizio e come debba essere vissuto con gioia, per amore. Attraverso questo gesto si potrà recuperare il lavoro nascosto ma sempre attivo e premuroso della mamma a casa, ecc.

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3.     Preghiera. Al Campo Estivo non è sufficiente che si preghi normalmente: vi sono molteplici occasioni che, se ben sfruttate, possono imprimere nel cuore di un giovane, in modo indelebile, il gusto della presenza di Dio. A questo scopo divengono preziose alcune opportunità quali, ad esempio, una Adorazione Eucaristica notturna, la Celebrazione Eucaristica quotidiana in mezzo alla natura, ecc. Bisogna pensare a predisporre dei testi appositi che tengano conto del punto di partenza in cui si trovano i partecipanti per condurli ad incontrare davvero il Signore nella sua Chiesa. “Alzare molto il tiro” al Campo Estivo produce effetti grandiosi, soprattutto se quanto si chiede è opportunamente sostenuto da un clima spirituale favorevole.

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4.     Gioco. Al Campo Estivo non basta “giocare” tanto per stare insieme o far passare il tempo. I giochi devono avere un tema, insegnare qualcosa, comunicare un messaggio. Inoltre avere antenne aperte significherà, in questo ambito, essere attenti a cogliere le dimensioni più vere del carattere dei ragazzi, potendo così progettare opportuni interventi.

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