Oratorio Estivo 2010 Unità di Pastorale Giovanile
San Filippo Neri
Anno oratoriano 2010-2011
Cosa occorre?
Inserito il 2010-05-14 20:33:34 - Autore: Doppiadì - Letto 424 volte.


COSA OCCORRE

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E allora: perché scegliere il Campo Estivo dell’Oratorio per mio figlio? Cosa occorre per aderire a questa proposta educativa?

 La capacità di mettersi in gioco, di trovare dentro di sé risorse sempre nuove, specie quando le cose incominciano a non andare bene, quando il tempo ci mette alla prova e ricostringe in casa, quando l’organizzazione incomincia a fare acqua, quando i giochi non vanno bene. Non è mai giusto mettersi tranquilli, dire “fa niente!”! Tocca a ognuno rimediare. Questo significa “servire con gioia” e interpretare il Campo Estivo non come la “tua” vacanza, ma come un’esperienza di vita comunitaria per crescere nella fede e nell’amore verso Dio e i fratelli.

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 La pazienza: quanta ce ne vuole in un Campo Estivo! C’è chi “sclera”, chi soffre di nostalgia, chi non gioca mai a nulla, chi non cammina, chi non mangia, chi non dorme… Sì, la pazienza ogni tanto scappa… ma poi si ritrova! Pazienza con il don, con gli educatori, con i compagni di camera, con tutti coloro che partecipano al Campo Estivo. Questo è bello!

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 La capacità di lavorare in gruppo, in equipe. Al Campo Estivo non si è mai soli: tutto deve essere deciso e affrontato in equipe cioè “insieme” e sotto la responsabilità del don. Questo confronto può essere impegnativo: ti obbliga a dire le tue ragioni ed ad ascoltare quelle degli altri.

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 Gioia! È la ricetta per rendere le cose meno pesanti. Altrimenti, che sbattimento! Se non si possiede la gioia, la gioia vera dono del Signore Gesù (cfr. Gv 13,15), la tensione, la stanchezza, la malavoglia si rifletteranno sugli altri e il Campo Estivo sarà rovinato per tutti!

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 La responsabilità. Tutti i ragazzi del Campo Estivo guardano al don e agli educatori non tanto e non solo per quello che dicono, ma soprattutto per quello che fanno, quello che vivono, quello che testimoniano. Ogni partecipante deve essere ed agire da responsabile in ogni momento: si è punti di riferimento, sotto i riflettori 24 ore su 24! Altro che reality show!

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 La fiducia negli altri, anche nei più piccoli. Anzi, spesso sono loro che ti danno le maggiori soddisfazioni. Con i loro comportamenti, con i loro modi di fare e di dire, con le loro richieste... occorre grande fiducia nelle possibilità e nei talenti di ciascuno, iniziando da sé stessi.

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 Lo spirito di adattamento. Sicuramente ci saranno cose che non andranno bene, che risultano difficili, che non si ha voglia di fare... bisogna sapersi adattare! È chiesto a tutti: ai più piccoli e ai più grandi, agli educatori e al don. Se sarà così, mentre ci si adatta alle diverse situazioni, si troverà anche la gioia vera, la gioia del Vangelo. In fondo è questo quello che conta!

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 Il rispetto per la natura. Se anche non ci si sente un montanaro coi fiocchi, soprattutto quando il pendio si inerpica bruscamente, occorre ricordarsi che quel luogo è un dono di Dio  Creatore, ma anche un impegno: occorre godere delle bellezze della montagna ma soprattutto ricordarsi di rispettarla, di tenerla pulita, di onorarla quale “segno dell’amore di Dio”. Soprattutto e assolutamente si devono evitare i comportamenti che potrebbero mettere in pericolo sé stessi e gli altri.

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 La gratitudine. Bisogna ricordarsi e non dimenticarsi mai di dire “grazie”, di utilizzare questa parola molto spesso durante tutto il Campo Estivo dell’Unità di Pastorale Giovanile. Basta un “grazie” in più per creare il clima giusto, anche quando piove, anche quando le cose non vanno come vorremmo! «In ogni cosa rendete grazie» (1Tess 5,18) ci ammonisce san Paolo Apostolo.

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 Il perdono. È l’altra parola magica che deve regnare al Campo Estivo. Saper ammettere i propri errori e chiedere scusa aiuta sicuramente la crescita della persona e della comunità.

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