Oratorio Estivo 2010 Unità di Pastorale Giovanile
San Filippo Neri
Anno oratoriano 2010-2011
Lettera di presentazione del Campo Estivo 2010 ai genitori
Inserito il 2010-05-14 20:29:50 - Autore: Doppiadì - Letto 616 volte.


Lesmo, 15 Novembre 2009

 

Carissimi genitori,

         anche per la prossima Estate 2010 l’Unità di Pastorale Giovanile San Filippo Neri ha pensato per i ragazzi (terza, quarta e quinta elementare), i preadolescenti (I - II - III media) e gli adolescenti (I - II - III superiore) un’esperienza speciale di preghiera, amicizia, gioco, divertimento, gite, fratellanza in montagna (a seconda del numero di adesioni, in Austria o in Alto Adige).

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         Ma perché scegliere di mandare il/la proprio/a figlio/a al Campo Estivo dell’Unità di Pastorale Giovanile San Filippo Neri? Perché orientare una famiglia verso questa scelta piuttosto che altre? Il “mercato” negli ultimi anni è saturo: esistono corsi residenziali organizzati dalla squadra di calcio, di nuoto, da organizzazioni ambientali e perfino… dalla banda del paese!

         L’Oratorio è chiamato a proporre un’esperienza di vita comunitaria per ricostruire un “mondo” con proprie regole nel quale, più o meno volentieri, ogni giorno si deve vivere. Tutto ciò dà la possibilità di conoscersi, di stare a contatto, di vincere pregiudizi: consente di realizzare confidenza e prossimità. Si vivono insieme anche imprevisti e avventure, episodi che spesso possono legare di più di tanti incontri a tavolino e dell’ora di catechismo alla settimana. Ci possono essere anche tensioni elevate, ma la cosa che conta è che si devono affrontare insieme!

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         In seconda battuta è da sottolineare che al Campo Estivo dell’Unità di Pastorale Giovanile ci sono degli educatori cioè delle persone che sono chiamare ad educare i ragazzi nella via del Vangelo e secondo le regole della Chiesa e della società civile italiana. C’è quindi un confronto – o almeno la possibilità di farlo - non solo tra pari, ma con qualcuno che può aiutare a fare chiarezza e diventare responsabile delle proprie scelte. L’esperienza è feconda anche - se non soprattutto - per gli educatori perché mette alla prova le loro reali motivazioni e li può aiutare non poco nel cammino di dedizione e ricerca vocazionale.

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Sul versante dei contenuti il Campo Estivo può aiutare, con linguaggi diversi e nuovi, a parlare di fede, di Gesù, della Chiesa e dei Santi. È un’opportunità forte che va spesa bene: occasione preziosa da preparare con creatività, seminando con abbondanza e con amore la Parola del Signore nel cuore e nella vita dei ragazzi e degli adolescenti, curando futuri sviluppi, consegnando nuove responsabilità come segno di una fiducia vera.

         Alla fine emergerà “come è bello che i fratelli stiano insieme” (Sal 133), nella viva consapevolezza che il Signore Gesù cammina con noi. Il clima sereno di svago e divertimento e anche di una certa libertà generata dalla lontananza dai genitori e dalla famiglia permette di sperimentare uno stare insieme bello e fine, imparando a bandire quella grossolanità da cameratismo che non ha nulla a che vedere con la comunità cristiana.

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         Il Campo Estivo ha dei rischi? Sì; credo che quello più forte sia di trascurare i cammini ordinari: ci vogliono molte risorse educative e di preghiera per trasformare entusiasmi giovanili in adesioni continue e fedeli. Come ci insegna il Prefazio della Celebrazione Eucaristica per la festa di san Filippo Neri: «La mirabile vita di san Filippo Neri ci insegna a rivolgerci a Te, Padre, con semplice cuore e ci ricorda che la fedeltà di ogni giorno è l’offerta al tuo santo Nome più gradita» (Messale Ambrosiano).

         La vera deriva è che un ragazzo o un adolescente sperimenti il gusto della vita comunitaria cristiana solo quando è sottratto agli impegni quotidiani (di studio o lavoro), vedendo nell’esperienza del Campo Estivo una realtà a se stante, che non intacca il rapporto fede - vita nell’esistenza ordinaria. Evitare questi errori spetterà alla sapiente guida degli educatori che, anzi, dovranno sfruttare il Campo Estivo per far recuperare poi, a casa, i valori scoperti durante l’esperienza di vita comunitaria.

Vicini don Donato

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